Conoscere la storia della Madonna del Popolo vuol dire scoprire le antiche origini dell’attuale Duomo di Pontremoli, che fu sede vescovile fino 1989. Nel luogo dove oggi sorge la cattedrale pontremolese si trovava nei secoli medievali la chiesetta di Santa Maria di Piazza, probabilmente collegata all’ordine cavalleresco dei cavalieri di Malta.
Dentro questa chiesa antica era conservata l’immagine della Madonna del Popolo, scultura lignea della Vergine in trono con il bambino probabilmente giunta a Pontremoli dall’oriente.

Nel 1622 durante una feroce pestilenza i rappresentanti del Consiglio Generale chiedendo alla Vergine di far cessare il flagello, formulano un voto solenne alla Vergine promettendo di ricordare ogni anno, il 2 Luglio, la Visitazione, officiando liturgie speciali e donando alla chiesa 12 libbre di cera, il necessario per illuminarla per buona parte dell’anno. Il morbo cessa ma torna a ripresentarsi nel 1630 e questa volta i pontremolesi promettono alla sacra immagine “di erigere un tempio “il più sontuoso, ricco e capiente di popolo possibile”.

Con la fine delle malattia si iniziano i lavori per costruire l’attuale duomo di forma imponente e con pregevoli decorazioni. La Madonna del Popolo è ancora oggi presente nella nicchia che sovrasta l’altare, vestita con uno sfarzoso e ricco abito barocco che ricopre la sua forma lignea e ogni 2 Luglio i pontremolesi celebrano questa importante ricorrenza con una grande processione per le vie della cittadina.

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